Dieta Mediterranea

Dott.ssa Marycarmen Barnaba – Biologa Nutrizionista

DIETA MEDITERRANEA: UNO STILE DI VITA OTTIMALE PER LA SALUTE E L’AMBIENTE

Dichiarata patrimonio immateriale dell’umanità dall’Unesco nel 2010, la dieta mediterranea è diventata in tutto il mondo sinonimo di una cultura legata alle tradizioni, al territorio e alla salute.
Il termine dieta mediterranea è stato coniato agli inizi degli anni ’60 quando, alla fine della seconda guerra mondiale, il medico americano Ancel Keys osservò che le popolazioni meno abbienti di alcune zone dell’Italia meridionale presentavano un tasso di mortalità per malattie cardiovascolari molto inferiore rispetto alla popolazione americana. L’ipotesi che questo fenomeno fosse correlato alle abitudini alimentari di questa area geografica venne confermata da uno studio epidemiologico su vasta scala che elesse la dieta mediterranea come la più adatta a prevenire le malattie cardiovascolari.
I benefici non si limitano tuttavia all’apparato cardiovascolare. Gli effetti benefici della dieta mediterranea sono stati infatti dimostrati non solo per le patologie cardiovascolari ma anche per il diabete, l’obesità, l’artrite ed il cancro determinando un conseguente basso rischio di mortalità.
Queste proprietà antinfiammatorie e protettive della Dieta Mediterranea sono riconducibili all’abbondante presenza di acidi grassi polinsaturi ω-3, vitamine, fibre ma soprattutto ai costituenti dell’olio extravergine di oliva: l’acido oleico (serie ω-9), i composti fenolici con proprietà antinfiammatorie naturali. È stato inoltre dimostrato che la Dieta Mediterranea è in grado di diminuire la gravità della malattia, il dolore e la rigidità articolare nei pazienti affetti da malattie reumatiche infiammatorie croniche (artrite reumatoide, artrite psoriasica e spondiliti), costituendo un valido supporto per i pazienti affetti da queste patologie. La Dieta Mediterranea determina inoltre miglioramenti nella fertilità nonché nella prevenzione dell’insorgenza e nell’approccio terapeutico di malattie degenerative quali morbo di Alzheimer, Parkinson e SLA.

Spesso la Dieta Mediterranea è collegata ad ingredienti specifici come pomodori, pasta e pizza. In realtà, il modello alimentare mediterraneo è assai complesso e i suoi effetti positivi, riconosciuti dagli scienziati di tutto il mondo, non si possono ridurre solo a singoli alimenti. La Dieta Mediterranea è piuttosto un modello nutrizionale costituito principalmente da olio di oliva extravergine, cereali integrali, frutta fresca e secca, pesce, una quantità moderata di uova, latticini e carne, spezie come condimenti accompagnati da modeste quantità di vino. La dieta mediterranea non è tuttavia solo cibo ma è costituita da un insieme di conoscenze e tradizioni, varietà, le modalità di pesca e di raccolta, di conservazione e preparazione ma soprattutto di consumo degli alimenti. Non và dimenticato infatti l’aspetto legato alla convivialità ed alla condivisione dei pasti poiché a tavola non si nutre solo il benessere fisico ma anche la psiche.
Negli ultimi anni sta fortunatamente emergendo un particolare interesse anche per la tutela ambientale (anche se il concetto di “Dieta Sostenibile” è stato coniato nei lontani anni ’80) ed è pertanto opportuno sottolineare come la Dieta Mediterranea, oltre a produrre effetti benefici sullo stato di salute della popolazione, rappresenta anche un “esempio” di dieta sostenibile, quindi a basso impatto ambientale. In quest’ottica è possibile valutare le diverse categorie di alimenti relativamente al loro impatto ambientale, cioè in termini di emissioni di gas serra (Carbon Footprint), uso delle risorse idriche (Water Footprint) e uso del suolo (Ecological footprint). Così facendo è possibile considerare l’impatto degli alimenti non solo sulla salute ma anche sull’ormai delicato equilibrio dell’ecosistema; da queste considerazioni, nel 2010 è stata elaborata una Doppia Piramide Alimentare che classifica gli alimenti non solo in base agli effetti sulla salute, come rappresentato dalla Piramide Alimentare “classica” ma anche sull’equilibrio dell’ecosistema. Dalla rappresentazione grafica della Doppia Piramide si evince facilmente che gli alimenti con minor impatto ambientale sono anche quelli per cui, in accordo con le Linee Guida nutrizionali e le indicazioni della Dieta Mediterranea, è raccomandato un più frequente consumo.


Foto 1: Doppia piramide alimentare (Fonte: Barilla Center for Food Nutrition, 2010)

Pertanto, alla luce di quanto detto parlare di Dieta Mediterranea è alquanto limitativo: sarebbe più esauriente parlare di stile di vita mediterraneo (Tab.1) che comprende pertanto non solo un’attenta scelta alimentare ma anche un modo di essere e di vivere improntato ad una vita fisicamente e socialmente attiva.

Tab.1 Indicazioni sullo stile di vita mediterraneo (Fonte: L. da Vico et al., 2012)
 INDICAZIONI
ModerazioneIl comportamento alimentare deve essere improntato alla frugalità adattando l’assunzione energetica allo stile di vita sedentario delle città
SocializzazioneL’aspetto della convivialità è importante per il valore sociale e culturale del pasto, al di là degli aspetti nutrizionali. Cucinare, sedersi intorno ad un tavolo e condividere il cibo con la famiglia e gli amici costituisce un supporto sociale e dà il senso della comunità.
Attività in cucinaPrendersi il tempo e lo spazio per cucinare rendono importante questa attività che può essere rilassante, divertente e da farsi con familiari, amici e persone care.
Stagionalità, biodiversità, eco-compatibilità, prodotti tradizionali e localiSono fattori collocati alla base della piramide per sottolineare come la dieta mediterranea sia in linea con la sostenibilità ambientale per proteggere il presente e il futuro delle nuove generazioni. La preferenza per i cibi di stagione, freschi o solo minimamente elaborati, ottimizza il contenuto di nutrienti e sostanze protettive della dieta.
Attività fisicaLa pratica di una moderata attività fisica (almeno 30 minuti al giorno) è un basilare complemento alla dieta per bilanciare l’assunzione di energia, per mantenere un peso corporeo salutare e per altri benefici sulla salute. Camminare, usare le scale, lavorare in casa sono modi semplici e facili per fare esercizio. Praticare attività ricreative all’aria aperta e preferibilmente con gli altri, la rende più piacevole e rafforza il senso di comunità.
Riposo adeguatoAnche il riposo è parte di uno stile di vita salutare ed equilibrato

 

Tuttavia, nonostante i molteplici benefici a livello psicofisico ed ambientale, la Dieta Mediterranea è praticata da appena il 10% degli italiani! L’attuale epidemia di malattie croniche legate a una dieta scorretta (tumori, disturbi del sistema cardio-respiratorio, diabete, etc) e le cosiddette “malattie del Pianeta”, come il riscaldamento climatico, l’eutrofizzazione delle acque e la riduzione della biodiversità nonché l’inquinamento delle acque e del suolo, non solo sono tra loro correlate ma hanno anche un comune denominatore: a partire dagli anni Cinquanta, la diffusione di metodi di produzione industrializzati e l’adozione massiva di regimi alimentari non sostenibili sia per la salute che per l’ambiente, eccessivamente ricchi di proteine animali e prodotti –anche altamente- processati.

La sfida per la salute e per la sostenibilità a tavola diviene pertanto fondamentale e deve realizzarsi non solo con eventi divulgativi di promozione dello stile di vita mediterraneo ma anche attraverso percorsi di ritorno alle origini ed alle varietà gastronomiche della nostra tradizione come accoglienza della sapiente cultura e del benessere fisico e psicologico trasmesso dai nostri nonni.

BIBLIOGRAFIA

Barilla Center for Food Nutrition, 2010. La Doppia Piramide: alimentazione sana per le persone, sostenibile per il pianeta.
da Vico L., Agostini S., Brazzo S., Biffi B., Masini M. L. Mediterranean diet: not only food. Monaldi Arch Chest Dis 2012; 78:148-154.
Lacatusu C., Grigorescu E.D., Floria M., Onofriescu A., Bogdan-Mircea Mihai, 2019. The Mediterranean Diet : from an Environment-Driver Food Culture to an Emerging Medical Prescription. Int. J. Environ. Res. Public Health 2019, 16, 942.
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